DIVINE AVANGUARDIE

 

La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano- Cultura, Palazzo Reale e CMS.Cultura

Ottobre 2020 – marzo 2021
Palazzo Reale, Milano

La donna come musa ispiratrice (oggetto di compiacimento), angelo del focolare e prosecutrice della stirpe: questa la sua immagine che storicamente si è venuta a creare nella letteratura e nelle arti figurative di vari paesi, tra i quali anche la Russia. Tuttavia lo sviluppo storico del paese ha dettato alcuni tratti particolari che hanno definito il destino e il ruolo della donna in Russia.
La servitù della gleba, che esistette in Russia fino al 1861 non soltanto privava le donne, come gli uomini, della possibilità di avere un documento di identità e la libertà di spostarsi da un luogo all’altro, le donne non potevano sposarsi senza il permesso dei loro signori, dei quali erano praticamente delle schiave. Anche le donne appartenenti ad altri ceti sociali fino all’inizio del XX secolo non godevano di diritti comparabili a quelli degli uomini. Non potevano studiare dove volevano, come non potevano scegliere dove andare a lavorare. Spesso le ragazze delle famiglie povere venivano date in spose controvoglia a uomini più anziani di loro ma benestanti. Questi soggetti sono ben noti dalla letteratura (Lev Tolstoy “Anna Karenina”, “La Resurrezione” e altri). L’arte figurativa nella quale gli stessi temi hanno trovato una incarnazione chiara e originale, è stata resa nota relativamente da poco tempo.

La mostra ideata e curata da Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky (Museo di Stato Russo), presenta all’attenzione del pubblico italiano nel modo più ampio possibile, l’evoluzione culturale e sociale attraverso le espressioni artistiche: sacre icone, pittura a cavalletto, scultura, grafica e raffinata porcellana dal XIV al XX secolo. Un’ampia esposizione, che si articola in numerose sezioni e due grandi capitoli per un racconto che si snoda attraverso l’esposizione di circa 100 capolavori del Museo di Stato Russo, in larga parte mai esposti prima d’ora in Italia. Da un lato la raffigurazione delle donne nell’arte russa, che svelano la loro immagine su diversi piani attraverso la storia e il loro destino: Sante e Madonne, imperatrici, contadine e operaie, intellettuali, madri. Dall’altro un ampio capitolo dedicato alle donne artiste in Russia, donne protagoniste di una atmosfera culturale, storica e sociale straordinaria. La lotta condotta dalle donne per i propri diritti, che aveva iniziato a manifestarsi palesemente già a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, diede i suoi frutti ai primi del Novecento. Le donne iniziarono così ad essere accettate negli istituti di arte e ottennero la possibilità di prendere parte alle mostre. Non è casuale, quindi, che all’inizio del Novecento in Russia vi sia stata una massiccia entrata in scena di donne artiste, che giocarono un ruolo di primo piano nella nascita e nella fioritura delle forme delle avanguardie artistiche.

La fine del XIX e soprattutto l’inizio del XX secolo – prima e dopo la Rivoluzione del 1917 – è il periodo di fioritura della liberazione del potenziale creativo delle donne in Russia. In questa parte l’esposizione presenta opere di: Natalia Goncharova, Zinaida Serebrjakova, Ljubov Popova, Olga Rozanova e di altre eroine dell’avanguardia. Il poeta cubo-futurista Benedikt Livšic le definì “vere Amazzoni, cavallerizze scite” protagoniste di quella stagione eccezionale in cui modernità, emancipazione e rottura degli schemi vedevano le donne al pari degli uomini in un contesto storico e artistico davvero unico e senza eguali nell’Europa occidentale.
Un ruolo non minore fu quello delle donne nell’arte degli anni 1920-1950, quando l’arte in Unione Sovietica si rivolse ai temi del lavoro che a loro volta vennero ripresi dalle donne artista in modo chiaro e originale.

Nel complesso, la mostra, restituisce un’idea dell’arte russa dei secoli XIV-XX e del fondamentale ruolo delle donne in questo Paese, della loro bellezza, del loro contributo alla Storia dell’Arte, allo sviluppo e alla modernità, al loro ruolo nella società per l’emancipazione e il riconoscimento dei diritti.
L’esposizione si concluderà nei giorni seguenti alla data dell’8 marzo, festa della donna che viene celebrata in Russia con amore particolare, probabilmente più di ogni altro paese, forse anche per quel 23 febbraio del 1917 (che nel resto del mondo si legge 8 marzo) in cui la storia cambiò, grazie alle donne.

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